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FAQ – Verifica finale del PEI e risorse per il sostegno/assistenza

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  • A cosa serve il GLO finale (tra 1° maggio e 30 giugno)?

    Il GLO finale ha il compito di verificare il PEI e di indicare e quantificare le risorse di sostegno per l’anno scolastico successivo. Durante questa riunione, infatti, tutti i componenti del GLO (docenti, famiglia, specialisti e, nel Secondo grado, lo studente stesso) analizzano i risultati ottenuti e progettano insieme il percorso futuro.

    La verifica del PEI è formulata congiuntamente da parte di tutti i componenti del GLO e consiste nel valutare l’efficacia delle azioni e degli interventi adottati durante l’anno, degli obiettivi definiti per l’anno scolastico, delle risorse disponibili nel periodo di frequenza.

    L’indicazione e la quantificazione delle risorse per il sostegno per l’anno scolastico successivo, compito che la legge affida esclusivamente al GLO, consiste nel proporre

    • le ore di sostegno didattico (docente), avendo cura di scrivere le motivazioni per le ore richieste;
    • le ore di assistenza all’autonomia e/o alla comunicazione, avendo cura di motivare il perché di questa risorsa e il numero di ore richieste;
    • l’eventuale intervento del collaboratore o della collaboratrice scolastica (per l’assistenza igienica di base e/o la somministrazione dei pasti e/o gli spostamenti).

    È un momento decisivo per garantire il giusto supporto a scuola.

  • Perché è importante la verifica finale del PEI?

    La verifica finale del PEI è un momento fondamentale perché permette:

    • di capire se gli obiettivi fissati a inizio anno sono stati coerenti in relazione alle capacità dell’alunno e al percorso formativo svolto;
    • di valutare se gli interventi messi in atto hanno consentito il conseguimento degli obiettivi e sono risultati efficaci ai fini degli apprendimenti, della socializzazione, della relazione, della comunicazione;
    • di individuare che cosa ha funzionato e che cosa, eventualmente, dovrà essere modificato / miglioato / rivisto.

    Serve soprattutto per programmare in modo chiaro e per motivare le ore di sostegno didattico e/o per l’eventuale assistenza all’autonomia e/o alla comunicazione (detta anche “assistenza specialistica”) per l’anno scolastico successivo.

  • In che modo il GLO utilizza i risultati della verifica finale del PEI per poter individuare le risorse per l’anno scolastico successivo?

    Il GLO:

    • tiene conto delle capacità e delle potenzialità dell’alunno, delle modalità privilegiate di apprendimento e di interazione, ma anche delle sue attitudini, delle sue inclinazioni;
    • valuta i risultati ottenuti (dimensione generale e non nel dettaglio);
    • valuta l’efficacia delle strategie usate durante l’anno, anche attraverso forme di monitoraggio;
    • tiene conto dei cambiamenti avvenuti, considerando il contesto scolastico, le barriere e i facilitatori presenti,

    quindi, propone, quantificandole, le ore di sostegno didattico e le eventuali ore di assistenza necessarie per garantire un'inclusione efficace, avendo cura di motivare ogni richiesta, dimostrando che le ore proposte sono coerenti con il percorso educativo e personalizzato dell’alunno.

  • Quali sono i criteri principali per proporre ore di sostegno?

    Il Glo tiene conto dei seguenti elementi:

    • funzionamento dell’alunno;
    • coerenza rispetto alle ore assegnate nel corrente anno (motivando eventuali aumenti);
    • considerare di richiesta e prevedendo anche e utilizzate;
    • orario scolastico (le risorse non possono superare le ore di frequenza);
    • documentazione chiara, aggiornata e specifica (eventuali osservazioni, rilevazioni/monitoraggi);
    • allineamento / coerenza con la progettazione didattica ed educativa del PEI, per garantire che le ore servano davvero a sostenere il percorso formativo dell’alunno.

    Alla luce di questi elementi, la decisione da assumersi va condivisa e concordata fra tutti i componenti del GLO (inclusa la famiglia).

    Attenzione
    Il riferimento alla diagnosi clinica e/o al comma e/o ad altre informazioni di tipo sanitario non costituiscono la base per chiedere le risorse; l’alunno con disabilità, è bene ricordarlo, non è un comma, non è una diagnosi, non è la sua disabilità, non è una gravità. L’alunno con disabilità è una persona, pertanto le risorse devono garantire che venga assicurato il diritto allo studio.

  • Quali sono i criteri rispetto ai quali si chiedono le ore di sostegno? È possibile chiedere 18 ore, nel Primo o nel Secondo grado, per un alunno riconosciuto con il comma 1?

    Ripeto: l’alunno con disabilità non è un comma, non è una diagnosi, non è la sua disabilità, non è una gravità. L’alunno con disabilità è una persona, pertanto vanno richieste tutte quelle risorse che garantiscono all’alunno stesso di esercitare il suo diritto all’educazione e all’istruzione (diritto allo studio).
    La certificazione, i commi, le diagnosi sono riferimenti “non utili” alla progettazione educativo-didattica; è molto importante, invece, il riferimento al progetto educativo-didattico pensato a favore e a supporto dell’alunno con disabilità, all’interno del contesto classe, insieme ai suoi compagni.

    L’angolo del legale
    Si tenga tuttavia conto che, a fronte di funzionamenti complessi e documentati, è possibile chiedere il massimo delle ore consentite (la legge e la giurisprudenza riconoscono che la gravita non è l’unico criterio per stabilire le ore: contano la valutazione funzionale e il progetto educativo).

  • Perché è necessario inserire la motivazione quando si chiedono le ore di sostegno didattico?

    La motivazione è fondamentale:

    • per dimostrare che le ore sono fondamentali per garantire il diritto allo studio e, pertanto, sono collegate ad azioni concrete e ad obiettivi chiari;
    • per verificare che le risorse precedenti sono state effettivamente usate a supporto del diritto allo studio dell’alunno con disabilità, coerentemente con quanto disposto nel PEI;
    • per giustificare un eventuale aumento o mantenimento delle ore;
    • per aiutare dirigente scolastico e amministrazione a inoltrare una richiesta corretta e completa;
    • per difendere il diritto dell’alunno in caso di contestazioni o mancata assegnazione.
  • Perché è necessario inserire la motivazione quando si chiedono le ore di assistenza all’autonomia e/o alla comunicazione?

    La motivazione è fondamentale per:

    • per dimostrare che questa risorsa è fondamentale per contribuire al diritto allo studio;
    • per dimostrare che le ore richieste sono correlate a specifiche azioni riguardanti l’autonomia e/o la comunicazione personale dell’alunno con disabilità;
    • per giustificare un eventuale aumento o mantenimento delle ore;
    • per aiutare dirigente scolastico e amministrazione a inoltrare una richiesta corretta e completa;
    • per difendere il diritto dell’alunno in caso di contestazioni o mancata assegnazione.
  • La proposta del GLO è vincolante per il Ministero e per l’Ente Locale?

    Sì. Anche se formalmente si parla di "proposta", la legge e molte sentenze confermano che ha un valore vincolante sostanziale.
    Il GLO è l’unico “gruppo tecnico” con competenze multidisciplinari incaricato di definire e di quantificare le risorse necessarie. Ignorare la proposta del GLO senza valide motivazioni può configurare come una violazione del diritto all’inclusione scolastica.
    Le scuole, uffici scolastici e gli Enti Locali devono rispettare quanto stabilito dal GLO e riportato, in quanto decisione condivisa, nel PEI!

  • Le ore di sostegno didattico assegnate alla classe e le ore di assistenza all’autonomia e/o alla comunicazione assegnate all’alunno stesso “si possono sommare”?

    No, decisamente no: non si possono sommare.
    Le due figure afferiscono a differenti ruoli, possiedono “competenze differenti”, svolgono compiti diversi; non sono quindi sovrapponibili; pertanto, le ore di queste due differenti figure professionali non possono essere “sommate”.
    Insegnante di sostegno: è un docente, spesso specializzato, che lavora su aspetti didattici; il docente viene assegnato alla classe alla quale è iscritto l’alunno con disabilità. Ha responsabilità educativo-didattiche; valuta tutti gli alunni della classe; collabora con gli altri insegnanti assegnati alla classe; partecipa a tutte le attività proprie della funzione docente.
    Assistente specialistico (o all’autonomia e comunicazione): è una figura addetta “all’assistenza all’autonomia” e/o “alla comunicazione personale dell’alunno con disabilità”; generalmente è una figura assunta dall’Ente locale e/o da una cooperativa (previa convenzione con l’ente locale) o altro Ente. Aiuta l’alunno con disabilità nella comunicazione, nell’autonomia personale, nella partecipazione. Ha compiti educativi. Viene assegnato all’alunno con disabilità. Non ha compiti didattici.

    Perché le ore di queste due figure non possono essere sommate:

    • le ore del docente di sostegno sono funzionali agli apprendimenti propri delle discipline (vedasi obiettivi di apprendimento della sezione 8 del PEI);
    • le ore dell’assistente sono per supportare l’alunno nella relazione, nell’autonomia, nella comunicazione.

    Queste due figure operano in modo non sostitutivo: non sono fra loro interscambiabili.
    Il PEI deve indicare chiaramente le ore per ciascuna figura, rispettando le specifiche competenze.

    In sintesi
    Docente di sostegno e assistente specialistico non si sostituiscono a vicenda. Ognuna di queste figure ricopre e svolge un ruolo preciso e le loro ore non possono essere sommate.

  • Quanto conta il verbale durante l’incontro del GLO? E quanto conta il verbale scritto durante la verifica finale del PEI?

    Il verbale è un documento importante, nel quale sono registrate:

    • le decisioni assunte dai componenti del GLO;
    • le valutazioni fatte;
    • la richiesta delle risorse;
    • le richieste avanzate e non accolte, con la motivazione del mancato accoglimento;
    • le eventuali divergenze tra i componenti del GLO.

    Il Verbale è utile anche in caso di ricorso o di eventuali problematiche future. Deve essere scritto in modo chiaro e oggettivo; deve essere letto, a conclusione dell’incontro del GLO; deve essere condiviso e reso disponibile a tutti i componenti del GLO; ogni componente del GLO può chiedere la modifica del verbale.

  • In sede di GLO, chi scrive il Verbale?

    Il verbale viene scritto dal segretario verbalizzante.
    Il segretario verbalizzante è scelto, di volta in volta, fra i presenti; pertanto, il verbale può essere scritto da un genitore o da un docente o da uno specialista dell’ASL o uno specialista privato (i vincoli da soddisfare sono: essere componenti del GLO ed essere presenti all’incontro del GLO).

  • Chi deve firmare il PEI e il verbale del GLO?

    Il PEI finale, in caso di totale consenso sulle proposte, deve essere firmato da tutti i membri presenti al GLO, inclusi i genitori. La firma è posta in fondo alla sezione n. 11 del PEI.

    Il verbale viene firmato da chi coordina l’incontro e da chi lo ha scritto. Tutti i componenti possono chiedere correzioni prima dell’approvazione definitiva.

  • Se la famiglia non è d’accordo con quanto viene deciso in sede di GLO finale, perché è importante scrivere nel verbale il suo dissenso?

    Perché in questo modo viene resa ufficiale la posizione della famiglia e, in questo modo, viene tutelato il diritto all’istruzione dell’alunno. In assenza di indicazione del dissenso all’interno del verbale, diviene complesso dimostrare il disaccordo in caso di ricorso. Il dissenso registrato nel verbale può aprire la strada a una revisione (riscrittura) del PEI o a una richiesta legale di modifica.

  • Come si verbalizza correttamente il dissenso della famiglia?
    • Deve essere scritto nel verbale, riportando le parole o le motivazioni della famiglia.
    • Se la famiglia non approva quanto riportato nel verbale, può firmare aggiungendo la scritta: “per presa visione”.
    • La famiglia può consegnare a chi verbalizza la frase esatta da riportare nel Verbale.
    • Tutti i componenti del GLO hanno il diritto di chiedere che le proprie dichiarazioni siano riportate fedelmente (è possibile consegnare un foglio in cui riportare il testo da inserire nel verbale).
  • Perché la famiglia non deve firmare il PEI se non condivide quanto in esso riportato?

    Perché la firma equivale a condivisione.
    Se ci sono elementi non condivisi, la famiglia deve rifiutarsi di firmare e far scrivere nel verbale il motivo del dissenso.
    Questo è essenziale per poter poi presentare osservazioni, richieste di modifica o eventuale ricorso.

  • Cosa succede se la famiglia contesta formalmente il PEI?

    Il PEI approvato dal GLO, ma non da tutti i componenti del GLO (nel caso in cui la famiglia dovesse non essere d’accordo) resta valido e attuabile, ma il dissenso va registrato.

    A questo punto la famiglia può:

    • chiedere la revisione del PEI in un secondo GLO;
    • presentare osservazioni scritte alla scuola;
    • avviare un ricorso al TAR, se ritiene che il PEI non rispetti i diritti dell’alunno.
  • Come tutelarsi se non si condivide la proposta del GLO? (Ricorso al Tribunale Amministrativo)

    Se la famiglia non condivide il contenuto del PEI o ritiene che le risorse proposte indicate nel PEI siano insufficienti, può presentare ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) entro 60 giorni dalla riunione del GLO.
    Questo tipo di ricorso serve a far correggere il PEI.

  • Come tutelarsi se Comune o Ufficio Scolastico non assegnano tutte le ore? (Ricorso al Tribunale Ordinario)

    Quando le ore di sostegno o le ore destinate all’assistenza all’autonomia e/o alla comunicazione indicate nel PEI sono riportate come concordato dal GLO, ma non vengono assegnate, allora la famiglia può inoltrare un ricorso al Tribunale Ordinario per discriminazione indiretta.

    Questo tipo di ricorso mira a:

    • far rispettare il PEI approvato;
    • ottenere con urgenza l’assegnazione delle ore mancanti;
    • richiedere, in alcuni casi, un risarcimento per il danno subito dall’alunno.
  • Quale supporto può dare la “Federazione Osservatorio182” alle famiglie?

    La “Federazione Osservatorio182” supporta, a costo zero, le famiglie per ottenere le ore di sostegno didattico e le ore di assistenza specialistica necessarie a garantire l’inclusione scolastica.

    In particolare:

    • promuove la consapevolezza tra genitori e insegnanti attraverso momenti di formazione e di informazione sui diritti degli alunni con disabilità e sul funzionamento del PEI.
    • fornisce assistenza legale “a costo zero”, grazie a una rete di esperti specializzati in diritto scolastico e tutela dei diritti delle persone con disabilità;