Oxana è la mamma di Marco, 8 anni e nello spettro autistico. Marco frequenta la seconda elementare in provincia di Lecco dopo essersi appena trasferito da Milano. Oxana, insieme alla consulente ABA di Marco,Tatiana, denunciano:
“Marco non sta in classe con i compagni.
Marco non sta neppure in mensa con i compagni.
Marco fa lezione in un’aula a parte.
E in quell’aula consuma il suo pasto.
La sua quotidianità e quella dei coetanei sono due rette parallele che non si incontrano quasi mai.
L’aula separata doveva essere una scelta provvisoria perché si ambientasse nella nuova scuola.
L’abbiamo concordata a inizio anno con la presidenza perché durasse poco, il giusto.
Ma siamo ad aprile, sono passati 7 mesi e Marco trascorre ancora le sue ore in quell’aula, con rari contatti con gli altri alunni, solo coi docenti di sostegno….
Perché ancora oggi succede che un bimbo con disabilità sia separato dagli altri? Che idea di scuola è?
Come può socializzare e imparare?
Eppure a inizio anno è stato concordato un Piano Educativo Individualizzato ma quel PEI è rimasto lettera morta…
La possibilità di far didattica è ridotta all’osso e Marco continua a saper leggere solo le sillabe e fatica a far conti semplici.
A settembre, poco dopo l’inizio dell’anno, l’allora preside ha vietato alla logopedista di entrare a scuola, nonostante il PEI, dicendo che i docenti possono far da sé.
A novembre l’attuale preside ha confermato il PEI e garantito che entro 10 giorni Marco sarebbe stato in aula con gli altri: non è successo.
A febbraio ci siamo offerti di formare gratis i docenti sull’ ABA ma è stato possibile affiancare solo l’ultimo arrivato dei docenti di sostegno.
Tutto questo mentre Marco continua a trascorre tanta parte delle ore di scuola, solo nell’aula separata, facendo bolle di sapone e giocando con palle colorate…”
La mamma di Marco e la sua terapeuta hanno chiesto l’intervento degli ispettori del ministero mentre il Preside dichiara:
“In generale, ci sono alunni con disabilità che possono star da subito coi compagni e altri che hanno bisogno di inserimenti graduali: bisogna trovare un accomodamento per preservare la sicurezza di tutti”.
No, signor Preside, nessun “accomodamento” visto che è dal 1977, anno dello stop alle classi differenziali fino al 2006, anno della Convenzione Onu, che più atti hanno fissato il diritto degli alunni con disabilità di stare coi coetanei.
Cerchi di ricordarlo!
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