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UN’ALTRA SCUOLA È POSSIBILE? di Evelina Chiocca

Una scuola che garantisca a tutti “dignità, partecipazione e condivisione”?
Una scuola che assicura “apprendimenti, socializzazione, comunicazione, relazione, interazione, autonomia, autodeterminazione”?
Una scuola in cui ogni persona che vi opera, in qualità di docente, possieda le competenze professionali per “insegnare” ad ogni alunno che ad essa accede?
Sì, questa scuola è possibile.
Questa scuola è realizzabile e attuabile a fronte di una “piccola scelta”, che la nostra politica deve fare. Peraltro, anche dal punto di vista economico non richiede particolari impegni di sorta.


La scuola in cui tutti “possano sentirsi a casa” è già attuabile oggi, in questo momento. E, personalmente, spero che diventi presto realtà, quotidianità, costante visibile testimonianza, anche a livello internazionale, di un sistema valoriale capace di “guardare alla persona”, scoprendo e “ri-scoprendo” in ciascun volto “la dignità e l’unicità irriducibile della persona umana”.


Qualcuno l’ha chiamata la “cattedra inclusiva”.
In realtà è qualcosa di più.
Molto di più.
Essa investe pienamente la dimensione “culturale”.
La scuola “possibile”, infatti, richiede un cambiamento culturale autentico; è una scuola che dà vita al riconoscimento delle differenti alterità, creando una sinfonia di voci, di volti, di vissuti, di empatie, di rispetto.


La “scuola di tutti”
In questa scuola ogni docente si sente responsabile e corresponsabile.
In questa scuola non esistono precarietà e utilizzi impropri.
In questa scuola nessuno promuove ricorsi, perché le risorse sono garantite “sin dal primo giorno”.
In questa scuola ciascun alunno è chiamato per nome ed è riconosciuto “come persona” (vale per tutti: anche per gli alunni con disabilità, perché in questa scuola le “etichette” e, in particolare, le “etichette diagnostiche” restano nei fascicoli e non si appiccicano sul volto dei bambini, delle bambine, dei ragazzi, delle ragazze che entrano nelle nostre classi.
IMPORTANTE: DA NON DIMENTICARE!
È una scuola che contrasta fenomeni come

la mancata formazione del personale docente e dirigente.
GARANTIRE IL DIRITTO ALLO STUDIO A CIASCUN ALUNNO/A
La scuola “aperta a tutti” non propone ipotesi strampalate che mirano a riportare in auge classi speciali o classi differenziali (come è sotteso alla proposta sulla cattedra di concorso per il docente di sostegno).
La scuola aperta a tutti
a) rilancia e promuove la “corresponsabilità educativo-didattica”;
b) sostiene la formazione di tutto il personale docente e dirigente “in ingresso”;
c) favorisce la formazione del personale docente e dirigente “in servizio”;
d) contrasta il precariato;
e) garantisce le risorse, tutte, in ogni classe “sin dal primo giorno di scuola”.

la delega del processo inclusivo al solo docente con incarico sul sostegno;

la deresponsabilizzazione dei colleghi curricolari (che sono docenti a pieno titolo dell’alunno con disabilità iscritto alla classe alla quale sono assegnati);

l’esonero, che nonostante sia stato cancellato, viene ancora utilizzato in alcune realtà (possibile che nessuno intervenga???);

la riduzione dell’orario scolastico: misura “illogica”, che mira ad allontanare gli alunni con disabilità dalla scuola di tutti (trascurando il fatto che esiste una norma, riguardante le deroghe, applicabile a tutti gli alunni!!!);

l’indicazione standardizzata delle risorse, dettate da fantomatici “range”, inseriti in tabelle (la C e la C1) che – non ho ancora capito perché – molti docenti “sognano di crocettare”!!!

il taglio delle risorse destinate a garantire il diritto allo studio degli alunni con disabilità (dal 2021 vi è un programmato taglio di circa 5mila docenti all’anno);

Per “leggere” il Vademecum vai alla pagina:
http://www.sostegno.org/…/Vademecum%20Cattedra…

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